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Vincent Berg, “De Simmetria Cerebri”

Presentazione di Philippe Daverio

Dal 14 novembre 2009 al 22 dicembre 2009
Inaugurazione sabato 14 novembre, ore 18.00


Un ciclo di fotografie spettacolari realizzate da Vincent Berg in mostra a Daverio. Mostri che nascono dalla combinazione di materiali di recupero raccolti con pazienza sul lungolago e riassemblati sul set.

Tutto parte dalla natura, o meglio, da quello che si può trovare abbandonato lungo una spiaggia. Alberi, giunchi, radici, ma rifiuti anche, tracce di passaggi di uomini, resti arrugginiti, giochi di bambini, reperti slabbrati che l'artista con abile colpo d'occhio e diabolica pazienza ricompone in loco o in studio, in alcuni casi, dando vita a metamorfiche trasposizioni di sembianti umani o animaleschi deformi, eppure perfetti nella loro crudele bellezza.

Definito “creatore di mostri” da Philippe Daverio che aveva fatto incursione nel suo studio per registrare una puntata di Passepartout. Geniale intuizione quella del fotografo di Besozzo, d'origine belga, che ha visto tra questi oggetti abbandonati immagini antropomorfe affascinanti, che ricrea rendendo speculare lo scatto che realizza in studio o direttamente sul posto.

Un lavoro in più fasi che parte dalla raccolta del materiale, passa per la composizione sul set, c'è poi lo scatto dall'alto per avere una veduta d'insieme e si arriva al trasferimento della fotografia nel computer dove l'immagine, ad altissima risoluzione, viene resa speculare lasciando apparire così un personaggio nuovo, una creatura che non esiste nella realtà.

Figure antropomorfe, a volte mostruose a volte più geometriche, personaggi onirici, esseri inquietanti con occhi magnetici.

Io colgo la visione finale già quando sono sul posto e trovo i reperti” aveva detto Berg. E proprio qui c'è la forza di un artista che genera là dove gli altri non trovano nulla di speciale, che crea forme nuove partendo da elementi informi, che cattura lo sguardo e fa vibrare l'animo con le sue immagini. Un lungo lavoro in divenire, che non si chiude mai, si sviluppa portando alla luce creature sempre nuove.

Ignorante del circo dell'arte e dunque artista vero” ha detto Daverio. “L'artista non conta - ammonisce il critico - l'importante è che da queste sequenza emerga il mistero di queste opere fenomenali”.

Scrive Philippe Daverio: “Il doppio rovesciato genera la simmetria perfetta, dà ordine prospettico alla complessità. Inventa la vita evoluta oltre l'ameba originaria e informe. Crea la catena degli esseri superiori, ai quali apparteniamo assieme alle formiche. E' simmetrica la nostra faccia quanto le loro zampette (... ) I mostri di Berg tali sono perché questo rimando all'interno della loro simmetria manca. Per questo motivo generano un immediata inquietudine, che può, quando l'osservatore fosse troppo fragile, sviluppare un insospettato terrore”.



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