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Giorgio Vicentini - “Toujours et Jamais”

A cura di Vittoria Broggini

Dal 26 ottobre 2013 al 9 febbraio 2014
Inaugurazione sabato 26 ottobre, ore 18.00


Morotti Arte Contemporanea riapre dopo la pausa estiva e inaugura il calendario espositivo con Toujours et Jamais, la mostra personale di Giorgio Vicentini.

Toujours et Jamais presenta il nuovo e inedito ciclo di opere dell'artista a distanza di tre anni da Colore Crudo (2010). Morotti Arte Contemporanea espone le ultime ricerche pittoriche (e a sorpresa installative!) di Giorgio Vicentini ribadendo l'importanza e il valore di un percorso artistico e di una personalità che, sebbene oramai nota, non smette di sorprendere per la vitalità e l'energia con cui rinnova e rigenera la propria ricerca artistica.

Toujours et Jamais è la vittoria dei sensi al governo della ragione, è l'insieme dei termini, senza alcun paradosso o contraddizione.

Sempre e mai/acceso spento/si e no. Evviva la luce delle intenzioni positive!
Pare di udire come un rumore di maglio al calor bianco che si abbatte sulle superfici (Jamais). Il nostro sguardo è attratto dai contrasti, tra oscurità e bagliori improvvisi. Assistiamo alla rappresentazione di una lotta arcaica tra umori collerici e delicatissime apparizioni (Colore Crudo). Poi arriva la pittura. Neri d'avorio, bruni, blu oltremare, aranci di quinacridone, verdi di Hooker, rossi di pirrolo come assorbiti dall'opacità delle tele di lino chiedono soccorso ai bianchi di zinco per inventare arcipelaghi mobili. L'artista sa che tutto scorre, nulla può impedire il flusso incessante dei colori. Il paesaggio è costituito da rettangoli e quadrati che si succedono dentro una serialità che viene da molto lontano. Poi all'improvviso ecco balzare agli occhi una sorprendente installazione che sembra giungere direttamente dall'emisfero australe (Toujours)
”.

Queste le parole di Vicentini per spiegare la mostra, le opere e la sorpresa dell'installazione Toujours.

I pensieri e le emozioni di Giorgio navigano apparentemente senza bussola. Il suo sguardo ironico traccia perimetri, progetta grandi e piccole aree per definire i luoghi della sua personale battaglia artistica. Sperimentatore indefesso, proiettato costantemente alla ricerca di nuovi statuti di luce, l'artista è rimasto pur sempre fedele a quella cifra limpida, analitica e rigorosa che gli ha consentito di edificare un porto sicuro per le nuove generazioni.


Giorgio Vicentini (Varese, 1951) vive e lavora a Induno Olona (Va).

Nel 1974, anno della sua prima mostra personale, Vicentini lascia gli studi di Giurisprudenza per dedicarsi esclusivamente alla ricerca e all'attività artistica. Formatosi a Milano, orienta la sua ricerca in ambito concettuale, scegliendo poi un linguaggio autonomo basato sul colore.

Alcuni momenti fondamentali dell'attività espositiva: nel 1994 l'installazione Terra Promessa, a cura di Luciano Caramel, viene presentata al Magasin di Grenoble, alla Galleria Carzaniga & Ueker di Basilea e al Parlamento Europeo di Strasburgo, Vicentini si fa conoscere a livello internazionale. Nel 1996 per la mostra al Castello di Brunnemburg, Merano, Vanni Scheiwiller gli dedica, a cura di Claudio Cerritelli, un volume della collana Arte Moderna. Nel 1999 vince lo storico Premio Lissone. Nel 2000 espone, a cura di Cecilia De Carli, Non ho Parole, un grande libro dipinto, al Castello Sforzesco di Milano e all’Università degli Studi di Bergamo. Nel 2005 è invitato allo storico Premio Michetti. Con i bambini di Castiglione Olona (Va), Vicentini allestisce al Castello di Monteruzzo nel 2006, a cura di Giovanni Maria Accame e Claudio Cerritelli, la mostra Rare scintille. Del 2007, a cura di Paolo Biscottini, la mostra al Museo Diocesano di Milano. Del 2010 Colore Crudo, la mostra personale da Morotti Arte Contemporanea. Negli eventi della 51 Biennale di Venezia, presenta l'installazione Sonde, realizzata con i pazienti psichiatrici della Fondazione Bosis di Bergamo con i quali poi nel 2011 allestisce una gigantesca installazione dal titolo “In Corpore” ai Magazzini del Sale alle Zattere a Venezia. Nello stesso anno esce la monografia Colore, Dalai editore Milano a cura di Angela Madesani con i contributi di Claudio Cerritelli e Cecilia De Carli. Nel mese di settembre 2013 partecipa alla rassegna Il segno della croce presso la galleria Mies nell'ambito del Festival Filosofia/amare di Modena.

Dal 2006, su invito di Cecilia De Carli, conduce i laboratori di storia dell'arte del corso di laurea in Scienze della Formazione all'Università Cattolica di Milano.

Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero. E' consulente artistico dell'architetto Ivano Gianola, della Fondazione Emilia Bosis di Bergamo ed è autore di marchi di impresa che si sono imposti a livello internazionale.


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